Addio, amica mia.

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Era il 29 gennaio del 2007, il giorno che scrissi la mia lettera di addio, per dare il benvenuto al mio nuovo amore. Oggi, 20 dicembre 2009, sono alle stesse condizioni di quasi 3 anni fa.

Si, domani la mia Escort verrà “cubizzata” per dare spazio alla mia nuova auto: nuova Ford Fiesta, 1.4 TDCi 68CV. Sembrerà stupido ma vorrei dedicargli due parole alla mia compagna di viaggio.

“Sono passati quasi 3 anni. Mi hai portato ovunque: da Torino a Trebisacce, dal mare alla montagna, da Firenze a Roma, da Acquasparta a Foligno a Bastia. Potrei continuare per ore ad elencare i posti in cui mi hai portato. Sei stata la mia casa mobile, mi hai protetto dalle intemperie, dal vento e mi hai fatto stare caldo quando fuori si battevano i denti. Con te ho ricordi infiniti. Con te ci sono state tante “prime volte” che hanno cambiato la mia vita. Con te ho pianto, ho riso, ho dormito fino alle 3 di notte in parcheggi insieme a Miriam. Anche in quei casi ci hai scaldati, ci hai fatto compagnia con la musica, ci hai protetti, ci hai fatto stare “comodi”. Hai sentito parole bellissime, hai sentito confessioni, hai sentito sogni. Sei stata il nostro nido, il nostro angolo. Noi dentro e tutto il resto fuori! Oggi mi piangeva il cuore nello spogliarti di tutte le mie cose: l’autoradio, i CD, la coperta, i caricatori dei cellulari, tutte quelle piccole cose che riconducevano a me. Oggi ci siamo divisi, per sempre. Domani ti dovrò lasciare fisicamente, ti dovrò far smantellare, ti dovrò lasciare al tuo triste destino. Purtroppo le cose non durano per sempre e devo rassegnarmi. Addio mia piccola amica, ci mancherai!”

Mi chiedo: “Come è possibile affezionarsi a degli oggetti?” Non sono persone o animali, sono semplice cose inanimate. Eppure a me è successo.

Sto male? :-/

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